DROGA: FUGA DA UNA SOCIETA’ SBAGLIATA?

TEMPESTA

 

La tua esistenza

è un mare in tempesta.

 

Ti osservo,

vorrei dirti

che ho paura dei tuoi ‘viaggi’.

 

Forse non lo sai

ma esisti

oltre l’infinito,

oltre l’orizzonte.

 

E’ difficile capirti…

 

Sprechi la tua vita

Per il ”viaggio” di un’ora.

 

Eppure esisti 

 

 

Incomincio a scrivere questo articolo con una domanda:’ Chi è il drogato ‘? E’ forse il malato che ha paura del mondo oppure l’illuso che crede di realizzarsi fuggendo dalla realtà? Penso che la droga risponde a un’esigenza di ribellione contro una vita alienante e insoddisfacente. L’attrazione verso le droghe e in particolare verso gli allucinogeni dipende dal grado di consapevolezza con cui si osserva la società, ciò si esprime attraverso il comportamento di ciascun individuo.

Credo che gli individui che si drogano siano di due tipologie:

 

1) Il malato di mente che sceglie un ruolo masochistico. Questa è l’espressione della paura e dell’insicurezza. È ovvio che questa è la conseguenza di un condizionamento sociale che ha il risultato negativo di non riuscire a creare uomini ‘liberi’ e con una personalità autonoma.

 

2) L’altro tipo di individuo è colui che pensa che con la droga  può realizzare qualcosa e avere una vita diversa o perlomeno non confrontabile con quella ”banale” che gli altri uomini vivono giornalmente.

Spesso la necessità di liberarsi da strutture predefinite e lottare contro qualsiasi tabù sociale può portare il giovane a drogarsi. Molti giovani rovinano la loro esistenza rincorrendo ”paradisi artificiali” e facendo guadagnare somme spropositate a esseri orrendi senza coscienza, né moralità che non sembrano nemmeno più uomini ma ”mostri” nel vero senso della parola.

Dove si trova allora la via d’uscita, il passaggio verso l’innovazione cosciente? E’ necessario che il giovane sia seguito dalla famiglia, dalla scuola e dalla società. Deve essere rispettato e amato per quello che è e non per quello che vorremmo che fosse.

Oggi dilaga il consumo di droghe fra i giovanissimi. Si è abbassata pericolosamente l’età dei consumatori. Questo fenomeno rappresenta un chiaro segno del disagio giovanile. I ragazzi, in questa fase della loro vita, attraversano una crisi esistenziale che sfocia con la condivisione  del gruppo e con comportamenti trasgressivi, come il consumo di droga. I più giovani credono di potere essere ”indistruttibili” e non si rendono minimamente conto del danno irreversibile che la droga può causare al cervello.

E’ ovvio che non tutte le droghe sono uguali: in genere si incomincia a fumare qualche spinello, poi si passa agli allucinogeni. Dopo, queste doghe leggere non bastano più, non provocano più nessuna emozione e allora si passa all’ eroina e a tutti quei tipi di droga che si iniettano direttamente nel sangue. Arrivati a questo punto non c’è più niente da fare. A poco a poco il corpo e il cervello perdono energia e vivacità e spesso la morte è preceduta dalla pazzia e da un lungo torpore.

Spero che i giovani capiscano tutto l’orrore che esiste nel fatto di drogarsi e che possono incanalare le loro energie in ideali superiori per cambiare la loro vita e indirizzarla verso il bello e il buono.

E’ assolutamente indispensabile per uscire dal tunnel della droga l’aiuto di un psicoterapeuta che guidi il tossicomane nel processo di riabilitazione sociale attraverso il necessario recupero per avere la fiducia in se stesso. A livello sociale, per la prevenzione della droga, è adeguata un’educazione improntata alla solidarietà che rifiuti la repressione e si basi sulla fiducia nei giovani fornendo strumenti adatti al raggiungimento della responsabilità per potere ottenere una vita libera e autonoma.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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INCIDENTI SUL LAVORO: CATASTROFE SENZA FINE

UNA VITA RUBATA

 

Tua moglie piange

tuo figlio si dispera.

 

Il congegno in fabbrica

non ha più funzionato

e la vita ti ha rubato.

 

Giorno di lutto

Il sindaco ha proclamato,

ti hanno fatto

i funerali di stato.

 

Medaglie, applausi, strette di mano

tua moglie a tutti ha dato la mano.

Abbiamo leggi sulla sicurezza,

ma tu hai perso la vita

questa è una certezza.

 

Guadagnavi 800€  al mese

eri un uomo senza pretese.

Adesso ti hanno fatto

un gran funerale,

se tu da lassù vedi

capisci che… non è mica male

 

Ormai i morti sul luogo di lavoro non si contano più. Si calcola che ogni tre minuti una persona muore a causa di incidente sul posto di lavoro.Oggi esistono leggi precise che si propongono di prevenire gli infortuni, ma nonostante ciò le catastrofi continuano a verificarsi. Nella nostra civiltà industriale il numero degli infortuni è molto alto (addirittura è raddoppiato rispetto ad altre epoche storiche) e ciò che fa più paura è l’aumento dell’indice di mortalità a causa di infortuni. Bisogna dare un’adeguata preparazione all’operaio poiché se conosce la legislazione che si occupa di sicurezza  sui posti di lavoro sicuramente sarà più attento e sarà avvantaggiato da tale conoscenza. Dal 1994 l’Italia ha accolto e trasformato in decreto attuativo le direttive europee riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sui luoghi di lavoro. La legge 626/94 regola la questione della prevenzione e protezione dei rischi nei posti di lavoro.

Perché allora si continua a morire e le stragi ormai non si contano più? Bisogna dire che gli infortuni sul lavoro sono di origine antica, nacquero insieme al lavoro stesso. L’integrità dei lavoratori si può salvaguardare in diversi modi. Bisogna eliminare le cause che possono provocare incidenti, che non sono soltanto materiali ma a volte anche psicologiche come la disattenzione, la scarsa concentrazione, l’ignoranza ecc. Si registra un più alto numero di incidenti mortali nel settore dell’edilizia, dell’industria metalmeccanica, chimica e mineraria. Recentemente è stata messa in evidenza l’importanza del fattore umano nella prevenzione degli incidenti. Si cerca di dare al lavoratore una condizione di lavoro che non lo porti a fatiche eccessive che sono causa di distrazioni, ma tuteli anche la soggettività e la psicologia dell’individuo.

Purtroppo molti operai, per sbarcare il lunario, lavorano in nero in condizioni precarie e senza la minima tutela. Sembra che si instauri un tacito accordo tra imprenditore e lavoratore e molti individui (invece di pretendere igiene e sicurezza) lavorano, specialmente nel campo edile, senza un buon sistema di impalcature, con attrezzi vecchi e fuori uso e addirittura senza casco. C’è un vecchio adagio che dice:’ O ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra’. Il fatto è che a denunciare i soprusi si è in pochi, addirittura a volte è un singolo individuo che viene isolato dagli stessi compagni di lavoro. Bisogna acquisire una coscienza civile e capire che se si è in tanti a volere l’attuazione della legge e delle misure preventive di tutela si può vincere una sacrosanta battaglia per la vita e la dignità umana.

Siamo nel 2008 ed è inconcepibile che degli operai devono perdere la vita perché possono cadere da un’impalcatura poco resistente oppure per un errato impiego dei macchinari. Tutti i lavoratori dovrebbero avere un loro rappresentante che si interessi di fare indossare il casco ai compagni, del buon funzionamento dei macchinari, ecc.

Spero che si faccia un cammino di civiltà in questo senso e che l’attuale governo vari delle misure punitive per gli imprenditori  che non osservano e non fanno osservare le norme di sicurezza, in modo che questa strage umana possa finire. 

 

 

 

 

 

 

 

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SCIENZA, BIOLOGIA, ETICA

 

         

Scienza e tecnica possono sovrapporsi agli atteggiamenti  e comportamenti culturali dell’uomo, magari mettendo in crisi lo stesso concetto di bene e male, moralità e immoralità o sollevare problemi etici in passato ignoti. L’inseminazione artificiale, le biotecnologie,  costituiscono motivo di riflessione e di dubbio, di interrogativi ed anche di paure. Mentre la medicina degli albori proponeva salassi per purificare il sangue, oggi si progettano iniezioni di geni quando la macchina umana non funziona come dovrebbe. Una bella rivoluzione davvero!

Siamo agli inizi del secolo XXI e molto è cambiato nel campo scientifico. L’umanità vive una stagione nuova nel campo del progresso scientifico. Con l’ingegneria genetica possiamo modificare la persona, con trapianti e protesi mossi da microcircuiti elettronici lavoriamo per una manipolazione decisiva del suo corpo. Si può addirittura lavorare sul cervello, dov’è depositata l’individualità psichica della persona. Si certo, si agisce sul cervello per ristabilire una normalità. Però e pur sempre qualcosa che cambia le carte in tavola. Biologia molecolare, microelettronica e chimica  servono oggi per l’uomo manipolato. Forse stiamo camminando su di una fune ma se qualcuno dovesse chiederci se ce la faremo, la cosa più ragionevole è rispondere che siamo stati capaci di arrivare fino al ”futuro”. Dobbiamo fermarci? Tornare indietro è impossibile. Se la paura del nuovo avesse fermato i nostri antenati mentre mettevano il naso fuori della grotta, oggi saremmo ancora immersi nella notte profonda.

Bisogna pur dire che dopo la bomba atomica e arrivata la ”bomba genetica”, più silenziosa, meno appariscente ma non meno carica di incognite e di pericoli. L’albero della conoscenza e quello della vita non crescono più in terreni separati, ma intrecciano radici tra di loro. La medicina moderna non si arresta davanti a nulla, abbatte uno dopo l’altro il nostro universo morale.

Dove passa il confine tra ciò che è bene e ciò che è male? Che cos’è la vita?  Quando comincia e quando finisce? L’embrione è già un essere umano? Qual è oggi il significato di paternità e maternità? Oggi si può procreare senza avere rapporti sessuali, nelle provette si incontrano i gameti. Si può partorire per procura, senza essere madri del nascituro. Tutto questo affascina e atterrisce. C’è chi invoca una legge moderna per i trapianti, chi si commuove per la fertilizzazione in vitro e chi invece ha sogni di scenari apocalittici, immaginando ”supermercati della scienza” dove sarà possibile clonare individui.

Qual’è il limite che può essere raggiunto mediante le tecniche di combinazione del patrimonio genetico? Ancora a questo domanda non può essere data risposta. E’ una prospettiva che appartiene al futuro, ma (secondo il mio parere) ad un futuro abbastanza prossimo.

Si potranno un giorno produrre individui superdotati adibiti ai posti di comando e altri individui mediocri e passivi, in modo da avere disponibile ”materiale umano” per il lavoro subordinato? Oggi la scienza provoca nuove paure e sconvolgenti problemi morali quando in nome della libertà di ricerca offre all’uomo manipolazioni profonde della vita, sino alle ipotesi estreme della creazione di individui superiori e inferiori. Il mondo scientifico è spesso al servizio di clienti potenti (governi e grandi magnati dell’ industria) che valutano la ricerca soltanto in termini economici, senza preoccupazioni per le sorti degli ecosistemi e della biosfera. E’ inevitabile che le nuove tecniche,accrescendo le possibilità positive, possono accrescere anche quelle negative.

 Penso che le stesse potenzialità dei laboratori possono essere indirizzate verso forme di sviluppo in armonia con le leggi della natura. La benzina senza piombo è frutto della ricerca, come pure i detersivi che non inquinano. Grazie a nuove tecnologie rifiuti solidi e liquidi si possono trasformare in energia. La speranza di una migliore qualità della vita non è più un sogno impossibile e romantico, però bisogna che gli scienziati evitino l’asservimento  del sapere a interessi distorti che minacciano la salute degli uomini e del pianeta.

Da una cultura fondamentalmente pessimista (a volte intrisa di catastrofismo) si deve passare a una cultura progettuale capace di premere sul mondo politico ed economico col disegno rivoluzionario di una umanità che va verso il futuro senza intossicarsi e avvelenarsi giorno per giorno.

 

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DISABILITA’ E SOLITUDINE

http://www.sbac.edu/~tpl/clipart/cliparthumbs.htm

 

   

Davanti a un portatore di handicap siamo colpiti dal suo dramma più evidente, cioè dal suo stato fisico. Difficilmente ci soffermiamo sui problemi psicologici che questo stato comporta.Bisognerebbe cercare di capire la sofferenza e il senso di solitudine e smarrimento che prova l’individuo con handicap. In questa nostra era automatizzata e superveloce, i modelli che ci vengono proposti giornalmente dai mass media sono di persone giovani, belle, forti ed efficienti che sono in grado di superare con un sorriso i vari problemi della vita. Guai ad essere inefficienti, disadattati, a dare l’impressione di non farcela a tenere il ritmo. La società odierna è molto complessa: da una parte ci sono più opportunità rispetto al passato, d’altra  parte assistiamo a contraddizioni e difficoltà.

I depressi, i diversamente abili, chi ha difficoltà fisiche o psichiche oggi vivono male la vita di relazione e possono trovarsi in totale isolamento. Esistono categorie di persone che possono sentirsi disorientate, in un mondo ostile e trovare mille difficoltà sul loro cammino. Il portatore di handicap ha bisogno di sentirsi sempre accettato, di avvertire attorno a se quel calore e quell’armonia che solo un affetto costante può dargli. La sola famiglia non basta. Purtroppo i famigliari del disabile, a volte, si isolano e isolano il disabile con quella malattia che sentono come propria. Questo tipo di atteggiamento è deleterio. Nei casi più gravi la disabilità  non può essere solo un problema della famiglia, ma dell’intera collettività. E’ compito della società evitare che ciò si verifichi facilitando l’intervento del disabile nelle strutture sociali.

Le attuali norme a tutela degli invalidi prevedono l’abbattimento delle barriere architettoniche che possono ostacolare una completa autonomia e la creazione di nuove strutture alternative come, per esempio, rampe accessibili o carrozzine al posto dei gradini, parcheggi e posti riservati sui mezzi pubblici.

Bisognerebbe dare la  priorità ai diritti di chi vive in situazione di disabilità. I disabili devono avere possibilità di scelta fra tutti i prodotti che la scienza mette a disposizione della collettività per raggiungere obiettivi di riabilitazione, integrazione e vita indipendente.

Per avere una vita indipendente il portatore di handicap deve potere disporre di mezzi che garantiscono la sua mobilità. Mi riferisco non soltanto alle barriere architettoniche, ma anche ai trasporti. Quello della mobilità è un grande problema perché la libertà di muoversi consente di andare a lavorare, di fare uso del tempo libero, persino di fare sport e di amare nel modo più conveniente. Per la vita indipendente occorre una cultura che consente il diritto all’autodeterminazione.

Nel nostro ordinamento, sebbene l’articolo 3 della Costituzione sancisca l’uguaglianza e la pari dignità di tutti i cittadini, i disabili restano fortemente discriminati nella nostra società.

Per quanto riguarda l’attività sportiva si va attuando una trasformazione per consentire la partecipazione a ogni attività da parte di persone più sfortunate di altre. Non tutti i portatori di handicap sono da ritenere soggetti esclusi dalla vita collettiva. Bisogna ricordare che la Federazione Italiana Sport-handicap annovera tra le sue fila più di 4.000 atleti che si cimentano in sport di carattere agonistico.

Bisogna che ciascuno di noi faccia la sua parte affinché tutte le differenze siano superate e non ci siano più cittadini di serie A e di serie B.  

 

 

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RAZZISMO, ODIO O PAURA

S O G N O

 

Era il sogno più bello del mondo,

è sparito giù nel profondo

Un sogno grande, un sogno bello

è sparito al mio risveglio.


Sogno una vita diversa

con splendide e belle emozioni,

un mondo di pace e d’amore

dove impera la legge del cuore.


Non c’è più la povertà,

la miseria, l’infelicità.

Povero e ricco si danno la mano,

questo mondo è un po’ meno strano.


Questo mio sogno non è una chimera,

c’è tanta luce e non è più sera.

Oggi è l’alba dell’umanità,

forse il sogno… diventa realtà?


Non c’è più invidia, non c’è gelosia

è diventata tua ogni cosa che era mia.

Divido con gli altri la casa e il mio cuore,

oggi finalmente è trionfato l’amore.

Ho sognato un mondo migliore che mi ha ispirato questa poesia. Spero che questo sogno

possa un giorno avverarsi

RAZZISMO, ODIO O PAURA?


 

 http://www.estagio.it/attualita/immigrazione.html  Ogni pomeriggio dal mio balcone vedo dei bambini giocare. Il gruppetto è composto da Hajar, una bimba marocchina, Ricky un piccolo rumeno, una cinesina di nome Lynn e Mariangela, una bambina nissena. Il gruppetto è molto rumoroso: questi bambini cantano, saltano, litigano e giocano fra loro. Conosco questi bambini e anche loro mi conoscono, anche perché sono miei vicini di casa. Hajar è la leader del piccolo gruppo, riesce a imporsi e gli altri tre fanno tutti i giochi che vuole lei. Assieme si divertono tanto.

L’altro giorno, però, è successa una cosa spiacevole e antipatica. La mamma di Mariangela è scesa da casa come una furia e prendendo la bambina per un braccio l’ ha portata a casa.

Ho chiesto alla signora il motivo di tale comportamento. La sua risposta è stata: – Non voglio che Mariangela prenda brutte malattie. –

– Coosa? – ho detto – ma se è da tanto tempo che giocano assieme? – La signora ha ribadito che prima non capiva a cosa poteva andare incontro la bambina. Come definireste questo atteggiamento? Dire che si tratta di fenomeno ”razzista”  è  poco. Mi domando: cosa spinge una comune mamma, una donna dall’apparenza mite a tirare fuori quest’odio viscerale per scaricarlo su bambini innocenti? Perché il ”diverso” fa così tanta paura da scatenare l’odio? Perché non si da ascolto alla ragione?

 

Realtà virtuale e realtà concreta

Molte potrebbero essere le risposte a questa domanda. L’individuo moderno vive diviso in due realtà. La realtà virtuale si intravede attraverso una magica scatoletta che si chiama televisione. Questa realtà virtuale è formata da tre elementi: ricchezza, bellezza e potenza.

La magica scatoletta ci propina ogni giorno donne bellissime, uomini palestrati, ricchi e potenti, famiglie senza nessun problema sedute attorno a un tavolo a sgranocchiare felicemente biscotti. Sembrano persone provenienti da un altro pianeta. Nell’inconscio dell’individuo comune incomincia a farsi strada un angolino da dove potere incominciare a credere che può benissimo diventare ricco e potente e sua moglie bellissima come Sabrina Ferilli o Maria Grazia Cucinotta. La sua vita può cambiare e anche lui può possedere la fuori serie e la bellissima villa con piscina che hanno i vip.

L’altra realtà è invece vera, concreta e riguarda la vita di tutti i giorni. Si fatica per pagare le bollette, già alla terza settimana finiscono i soldi. Diventa difficile comprare i libri di testo ai figli, diventa un privilegio andare a mangiare una pizza. Le difficoltà sono insormontabili, le mogli sono sciatte e trascurate e i mariti sono nevrastenici perché non riescono a guadagnare abbastanza.

Il diverso come valvola di sfogo

In questo contesto dove la realtà virtuale si scontra violentemente con quella reale, il ”diverso” serve per farci sentire superiori e più forti, perché davanti ai vip ci sentiamo piccoli, piccoli. L’extra comunitario  è il debole, colui che può essere aggredito facilmente. Ma c’è un altro aspetto da chiarire: lo straniero (marocchino, rumeno, senegalese ecc) col suo carico di miseria e frustrazione rappresenta l’altra faccia della medaglia. Noi sogniamo la villa con piscina, mentre lui vive in una baracca, noi desideriamo abiti firmati, mentre il ‘diverso’ veste con abiti usati e fuori moda. Le persone comuni sanno che si trovano in una condizione socio economica precaria.

Il ‘diverso’ ha la funzione di specchio, riporta alla triste realtà. Disprezzando l’immigrato, l’individuo di oggi disprezza quello che lui stesso potrebbe diventare. Mentre i potenti portano il mondo verso la rovina, noi perdiamo il nostro tempo impegnandoci in una stupida guerra tra poveri.

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GLI ITALIANI SONO RAZZISTI?

CLANDESTINO

Vieni da molto lontano,
sei scappato da guerra e carestia,
speri e credi nel tuo Corano
nel tuo cuore c’è nostalgia.

Per te l’italia era un paese incantato
con la sua cucina e le belle canzoni,
ti ritrovi sfruttato e umiliato.
Chi capisce le tue emozioni?

In Italia non ti senti accettato,
la gente pensa che rubi il lavoro.
Vorresti essere felice e affermato,
fare parte anche tu del coro.

Il destino è nella mente,
avrai la forza di cambiare,
non sarai più clandestino
nel domani… puoi sperare.





http://mastamma.splinder.com/archive/2004-05 Da un po’ di tempo si sente parlare di sicurezza, di come ci dobbiamo ‘difendere’, di come dobbiamo agire per salvaguardare noi stessi, la nostra famiglia, il nostro patrimonio. Il governo ha emanato un ‘pacchetto di sicurezza’ che dovrebbe salvaguardarci da tutti i guai passati, presenti e futuri. Ad andarci di mezzo è il marocchino che vuole vendere la mercanzia della sua bancarella e la povera badante rumena che viene a fare in Italia un servizio agli anziani che dovrebbe essere di ‘competenza’ dei parenti più stretti. Oggi si corre, si lavora, nessuno ha tempo per i sentimenti più intimi. Il vecchio padre che ha perso il ‘senno’ e non ragiona più incomincia a dare fastidio.
Pagando 500 o 600 euro al mese deleghiamo tutto ad una straniera e non vogliamo neppure metterla in regola e darle il sacrosanto giorno di riposo. Ho sentito delle signore asserire: ‘Cosa pretendono queste rumene? Le diamo vitto e alloggio, dovrebbero esserci grate.’  Queste ‘signore’ dovrebbero vergognarsi perchè quelle rumene si stanno prendendo cura del loro papà o mamma, con spirito di sacrificio e avendo lasciato in Romania la loro famiglia.
E i nordafricani che lavorano nelle serre o in campagna per pochi euro al giorno? Loro ‘rubano’ il lavoro agli italiani. Non parliamo poi dei rom: sono violenti, stupratori e rubano i bambini. Se sono gli italiani a essere violenti se ne parla poco e in modo sbagliato. I  giovani di Verona che hanno massacrato un ragazzo perchè ‘diverso’ da loro non sono ne ‘bulli’, ne ‘balordi’. Bisogna chiamarli col loro nome: sono delinquenti e teppisti.
Penso che questa società stia generando dei mostri.
Perché con la scusa della ‘sicurezza’ si fanno vivere le persone in un clima di terrore? Dobbiamo batterci affinchè la solidarietà non venga sepolta dall’odio e dalla violenza. Dobbiamo fare in modo di non cancellare la memoria:
– Cosa furono il fascismo e il nazismo, le leggi razziali, la resistenza.
– Cosa rappresentò per gli italiani l’esperienza dell’emigrazione all’estero, l’adattamento a usi e costumi diversi, il dovere imparare una lingua difficile e ostica.
Vogliamo perdere di vista i valori di umanità e integrazione? Vogliamo fare ritornare sulle strade i fascisti con i loro manganelli e la loro arroganza?
Non possiamo pensare di espellere il ‘ diverso’, oppure di ghettizzarlo. Non possiamo diventare simili a bestie feroci, non abbiamo bisogno di ‘capri espiatori’ per tentare di placare l’insicurezza che governa la nostra vita.

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EUTANASIA:IN ITALIA E’ ANCORA UN TABU’

EUTANASIA: IN ITALIA E’ ANCORA UN TABU’

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Il 20 dicembre 2006 Piergiorgio Welby cessava di vivere. Con la fine della sua esistenza , cessavano pure le sue atroci sofferenze. Piergiorgio ci lascia il testamento di una grande battaglia civile. Un medico ha messo fine a un accanimento terapeutico che quest’uomo non riusciva più a sopportare. Questo medico ha avuto il coraggio di scontrarsi con una mentalità retrograda e oscurantista. Ha pagato per questo gesto di umana pietà.

Il medico che aiuta un malato nella sua volontà di porre fine alla sua vita non dovrebbe essere punibile se ricorrono due motivi:

a) Quando la cura non può portare nessun miglioramento ed egli è un malato terminale.

b) Quando il malato chiede di essere aiutato a morire avendo conosciuto la prognosi  e si trova nel pieno possesso delle sue capacità di intendere e di volere.

Ogni anno in Italia muoiono tra  150 e 200.000 persone a causa di tumori vari. Queste persone muoiono tra indicibili sofferenze. E’ umano negare loro una morte dignitosa per il diktat della Chiesa Cattolica?

In Italia non solo è proibita l’eutanasia ma, altresì, qualsiasi rimedio per lenire l’atroce dolore. Gesù nel suo  discorso della montagna non ha forse predicato: ‘ Beati i misericordiosi ‘.? Perché il clero è così ottusamente sadico? Dobbiamo evitare che i tentacoli papalini  possano spingersi  sino a dentro il letto degli ammalati dichiarando: ” Beati voi che soffrite perché vostro sarà il regno dei cieli ”. Già… ma sulla terra queste persone stanno soffrendo l’inferno. 

Cosa c’è di più misericordioso, di più cristiano, di più umano di colui che pone termine nel modo più delicato possibile alla sofferenza del malato terminale? Chi compie questo gesto dovrebbe essere additato come esempio di civiltà morale alla collettività.  I clericali che oggi condannano l’eutanasia non sono forse gli eredi di quelli che alcuni secoli fa, hanno messo al rogo eretici e streghe? Il Vaticano che si fa ‘voce universale’ che parla alla coscienza dei fedeli non ha contradditorio alla radio e alla TV.

B.16 non è andato all’università La Sapienza per timore di essere criticato. E’ troppo abituato ad essere osannato e incensato. Quale differenza intercorre tra lui e il figlio dell’umile falegname vissuto molti anni fa in Palestina! Perché i politici si ostinano a dipendere dal Papa? Sino a prova contraria il nostro stato non dovrebbe essere laico?

Auspico che questo governo faccia qualcosa di concreto per liberalizzare l’eutanasia anche se personalmente sono scettica che Berlusconi, Bossi e Fini  vogliano attuare qualche legge a tale proposito.

Il codice penale all’articolo 579, punisce con pene severe il ”suicidio assistito”. Bisogna dire che il codice Rocco è stato promulgato nel 1930, in pieno regime fascista e lo ritengo obsoleto.  E’ arrivato il momento che anche l’Italia deve adeguarsi alle leggi dei paesi sviluppati. E’ necessaria una svolta decisiva.                       

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C’ERA UNA VOLTA… BANDIERA ROSSA

C’ ERA UNA VOLTA… BANDIERA ROSSA

 

Con le elezioni del 13 e 14 aprile 2008 la Sinistra Arcobaleno ha subito uno shock tremendo e non fa più parte del parlamento italiano. Non avrei mai creduto che la Snistra Arcobaleno scendesse sotto la soglia del 4%. Il risultato delle elezioni 2008 è stato disastroso per Bertinotti e compagni, al di sotto di ogni aspettativa. Quali sono i motivi che hanno causato questa sconfitta? Penso che la colpa non sia di ”Veltroni” e dell’ appello al voto ”utile” dei due maggiori contendenti. La sinistra radicale non è stata più capace di scendere in piazza e interagire con la gente del popolo. Bertinotti non viene èpiù visto nell’ immaginario collettivo come una per5sona capace di stare in mezzo al popolo, capire i bisogni degli operai, dei disoccupati, delle casalinghe. Assomiglia sempre di più a un gentleman pieno di contraddizioni e il popolo non si sente più rappresentato da lui. Quello che doveva fare la sinistra l’ ha fatto Grillo.

E’ paradossale ma il posto della sinistra nel cuore della gente è stato preso da un comico. Pare che anche la giornata del 25 aprile quest’ anno sarà gestita da Beppe Grillo.

 

LA CADUTA DEL MURO E LA FINE DEL COMUNISMO

 

In Europa il sogno del comunismo è finito insieme al crollo del Muro di Berlino. Considerando cosa ha rappresentato in Russia, in Cina e negli altri paesi dove è stato applicato il comunismo, non possiamo provare una grande4 nostalgia. Un grave errore del marxismo è stato dovuto al fatto di utilizzare una grande ”energia” verso l’appiattimento e il conformismo delle masse. La dittatura del proletariato sulla borghesia è stata una ”follia”. Tutta la massa proletaria non poteva governare quindi veniva rappresentata dal partito che gestiva la dittatura per conto del popolo. In questo modo finiva la dittatura del PROLETARIATO  e rimaneva la dittatura del PARTITO. Cosa è realmente successo dopo il crollo del MURO?

 

TRASFORMISMO DEL P.C.I

 

I partiti comunisti europei hanno pensato di gettare via l’acqua sporca con tutta la biancheria dentro. Anziché riscrivere nuove pagine della storia con valori di libertà, di pace e di uguaglianza, si sono adeguati al modello imperialista vincente.Si è verificata la trasformazione del P:C:I in P.D.S e successivamente in D.S. Quando Moro e Berlinguer volevano porre le basi per il Compromesso Storico, la base comunista e democristiana ha manifestato un feroce malcontento. Oggi gli eredi di questi partiti hanno fatto molto di più, si sono fusi in un unico partito e cosi è nato il P.D. Oggi sia le forze politiche che gli elettori hanno smarrito valori e ideali. Forse è per questo motivo che raddoppiano i voti della Lega e l’ Italia dei Valori di Di Pietro. Oggi i partiti non hanno più una base politicizzata. Da una parte ci sono i ‘poveri diavoli’ che sperano in un posto di lavoro (per chi ce l’ ha di mantenerlo) e dall’altra parte ‘avvoltoi’ che desiderano fare carriera.

I partiti sono diventati strutture di potere utili soltanto ai propri candidati.. In particolar modo oggi bisogna pensare all’alternativa, riprendere in mano i valori di uguaglianza (non omologazione), libertà e pace e riproporli come le basi di un nuovo mondo. Occorre un movimento di gente che non sia ‘asservita’ al potente di turno. Un movimento senza servi ne padroni per realizzare una società di uomini e donne più libera e giusta.

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LETTERA APERTA AI POLITICI ITALIANI

LETTERA APERTA AI POLITICI ITALIANI

 

Cari Berlusconi, Veltroni, Fini, Bertinotti, Casini ecc.noi italiani non ne potevamo più di sentire alla Tv e alla radio le vostre insensate esternazioni. Finalmente, dopo un’estenuante campagna elettorale, il 13 e il 14 aprile si è votato per eleggere il parlamento nazionale, dal quale uscirà fuori (come da un cilindro magico) un nuovo governo, ammesso che il governo retto da Berlusconi, Fini e Bossi rappresenti il ‘nuovo’. Il parlamento precedente non ha saputo restare in vita nemmeno due anni,  ha svolto il suo compito nel peggiore dei modi. Tre in condotta è il voto che merita. Il parlamento appena scaduto è stato bocciato. La sua colpa è gravissima perché è composto da voi signori pagati da noi cittadini molto profumatamente, più dei vostri colleghi francesi e tedeschi.

Cari politici siete stati indegni di rappresentare il paese. Vi abbiamo visti stappare champagne mentre il governo cadeva. Abbiamo visto quello che ha sputato in faccia al collega. Abbiamo visto quello che si è alzato mostrando una corda di patibolo all’avversario. Non vi vergognate neppure un poco?

Soprattutto non si può dimenticare che ci avete tolto il diritto di voto. La nostra non è più una vera democrazia. Ce lo ha insegnato Aristotele. Nella democrazia il cittadino sceglie liberamente le persone che lo governano e lo rappresentano. Questo diritto ce lo avete tolto. Uno di voi (promotore della legge) apparve in TV e con un sorriso a trentadue denti e disse: ‘ Questa legge elettorale è una vera schifezza’.

Mi domando: è corretto che noi italiani dobbiamo essere presi per imbecilli? Penso che dopotutto non ci meritiamo di essere trattati così.

Ci avete pure tolto il diritto di dare voti di preferenza, ci avete lasciato solo quello di votare le liste. Si voterà anche negli Stati Uniti ma per tutto il tempo che Bush è stato Presidente, tutti gli americani lo hanno considerato tale. Nessuno gli imponeva di dimettersi. Nessuno lo metteva in difficoltà agli occhi del mondo.

Anche lui è stato eletto con pochi voti di scarto, ma anche chi non lo ha votato lo ha considerato il suo Presidente per tutto il tempo previsto dalla legislatura. Dopo il mandato i cittadini giudicano ed eleggono di nuovo, oppure cambiano. Questa è la vera democrazia. Così avviene in Inghilterra, Francia e Germania.

                                                                          

Politici di tutti i partiti

 

Come cittadini italiani esigiamo che la smettiate, non gestite una vostra proprietà, ma una proprietà che appartiene al popolo.

Siate finalmente CREDIBILI e mettetevi una mano sulla coscienza, se ancora ne avete una. Sbagliare è umano ma perseverare nell’errore è diabolico. Chiedete scusa al popolo italiano, cercate di arginare il danno perpetrato ai cittadini. In futuro agite con serietà e onestà.

 

 

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8 MARZO giornata internazionale della donna


L’8 marzo 2008 ricorre il centenario della ‘giornata internazionale della donna’. Anche se è ovvio e risaputo desidero ricordare che cento anni fa sono morte in una fabbrica 129 operaie per chiedere i loro diritti. E’ deludente constatare che si preparano le solite manifestazioni stereotipate: conferenze, mimose, balli, cene per sole donne. Mi pare che dovrebbe essere venuto il momento di prendere con più serietà questa data. Bisogna agire e fare qualcosa di tangibile, di concreto per tutte le donne. Spero che l’8 marzo, quest’anno sia destinato a contare di più.

               LA VIOLENZA SULLE DONNE

Perché non si fa qualcosa contro la violenza sulle donne? Oltre che fuori dall’ambiente domestico penso che è in famiglia che si consumano le maggiori violenze. Per vergogna, per un malinteso senso del pudore ed anche perché si sentono isolate, le donne difficilmente denunciano i loro aguzzini: marito, padre, fratello.
A volte la violenza non è fisica, ma psicologica. Si tiene la donna in uno stato di soggezione, impedendole di esprimersi, di avere delle idee, tenendola isolata  e non permettendole  di avere relazioni. Bisogna avere il coraggio di denunciare gli abusi, ma per fare questo occorre che la donna  possa usufruire di una rete di soliderietà. Occorre, altresì, che ci siano leggi adeguate per proteggere tempestivamente la donna e farle anche avere aiuti economici per ricominciare una nuova vita. Si pensa che le violenze vengano perpetrate in maggiore percentuale nelle famiglie meno abbienti e nel Sud Italia. Non sempre è così. Le violenze sulle donne si verificano anche in famiglie di professionisti con un livello economico medio-alto e che vivono al Nord Italia. Ancora oggi, dopo gli anni 60 e 80 e la rivoluzione femminista, molti uomini non hanno cambiato mentalità. Non hanno capito che la donna è cambiata e anche loro devono cambiare.

              ABORTO: la nuova inquisizione

Ferrara nel suo giornale Il foglio, punta il dito sulla legge 194. Non mi sembra corretto che l’obiezione di coscienza (in questo caso l’imposizione di coscienza) si traduca nel boicottaggio strisciante di una legge. Che cosa dovrebbero fare secondo Ferrara le donne? Tenersi una gravidanza indesiderata o abortire in clandestinità, come si faceva prima del 1978? E’ giusto che una donna che ha appena abortito venga tallonata e interrogata dai poliziotti come se fosse una criminale? Mi faccio questa domanda: perchè alcune persone vogliono portare le donne nel Medio Evo? Forse Ferrara e i suoi compagni sono stati pagati dal cardinale Ruini? O dal Papa B:16?
Non ci sono passi verso la conquista della libertà che non abbiano un prezzo e sorprende che molti si nascondano dietro il velo dell’ipocrisia e dell’omologazione.

LE DONNE  LA CARRIERA E LA POLITICA

Le donne italiane, nonostante gli ottimi risultati scolastici (superiori a quelli dei loro colleghi maschi) hanno grandi difficoltà a raggiungere ruoli direttivi. Per quanto riguarda la politica, poche donne sono candidate e ancora meno elette. Da questo blog chiedo a tutti gli eletori di votare più donne alle prossime elezioni.
L’Italia ha urgente bisogno di valorizzare i meriti e i talenti femminili. Le discriminazioni contro l’ ‘altra metà del cielo’ penalizzano la politica e l’economia.

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