GALILEO: SCIENZA E TECNICA


E’ ovvio che la scienza attuale supera per conoscenza la scienza e la tecnica dell’antichità. La scienza moderna si serve di un metodo diverso per approdare alla conoscenza. Prendiamo in considerazione la fisica. Come funzionava la fisica nel medioevo? Era legata alla cosmologia, cioè alla visione dell’universo: al centro è posta la terra (immobile e fissa) e attorno ad essa ruotano i pianeti e le stelle.
Anche l’uomo antico si poneva domande come ce le poniamo noi, ma rispondeva in modo diverso. Per esempio: perché il fuoco sale verso l’alto? La scienza moderna spiega che durante la combustione si liberano gas (come l’idrogeno) più leggeri dell’aria. La scienza antica invece, dichiarava che il fuoco aspira a ricongiungersi con l’elemento di cui è formato, cioè con la sfera del fuoco situata al di fuori della sfera terrestre.
La scienza era molto lontana dal ricavare leggi universalmente valide sulla base dell’esperienza. Col passare del tempo l’uomo acquista coscienza delle proprie capacità intellettive ed indaga con maggiore curiosità il mondo naturale, si muove in una società in cui le richieste di acquisizioni tecniche si fanno più pressanti.
Il grande Leonardo da vinci afferma che ‘ la sapienza è figlia dell’esperienza’.
Con Leonardo si afferma il concetto che scienza e tecnica sono collegate tra loro. Lo stesso Leonardo fu un grande tecnico, capace di mettere in pratica le sue conoscenze.
A Galileo si deve la prima chiara affermazione che il mondo della natura deve essere indagato attraverso la natura stessa. La meravigliosa avventura di Galileo (genio della fisica, dell’astronomia, della dinamica e della meccanica comincia a Pisa. A soli 25 anni è già professore all’università di Pisa e ha inventato la bilancia idrostatica. A 28 anni è chiamato a Padova alla cattedra di matematica.
L’universo di allora era ancora quello di Aristotele e di Tolomeo che vede la terra al centro del mondo e attorno ad essa si muovono il sole, la luna, i pianeti e tutti i corpi celesti. Galileo ha i suoi dubbi. Rivolge il suo cannocchiale al cielo di Padova e questo gesto è… l’inizio di un nuovo modo di pensare. Vede che la via Lattea è composta di agglomerati di piccolissime stelle. Punta il cannocchiale sulla luna e gli si rivela un mondo simile al nostro con monti vallate e pianure. Vi sono aree oscure che sono forse mari o oceani.
Nel gennaio del 1610 la scoperta è fantastica: ci sono 4 satelliti che si muovono attorno a Giove, come la Luna si muove attorno alla terra. Nonostante il dogma di Aristotele e di Tolomeo, esiste un altro centro di moto e cioè Giove. Nello stesso anno scopre le fasi di Venere.
Per Galileo è il trionfo, ma anche l’inizio della sua rovina. Cominciano le polemiche, le accuse e le invidie. Gli avversari si moltiplicano, lo trascinano nelle interpretazioni delle Sacre Scritture, viene coinvolto in due dolorosi processi perché ha sconvolto il mondo dei corpi celesti immutabili e immacolati.

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