L’ITALIA DEI NUOVI POVERI

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La crisi che da alcuni anni attanaglia i paesi occidentali non si può più nascondere. Penso che nei prossimi mesi assisteremo a un calo notevole del livello di benessere delle popolazioni, col moltiplicarsi di licenziamenti, fallimenti, cadute del potere d’acquisto, aumento del degrado e della povertà. Il primo gennaio 2009 l’Italia si è risvegliata più povera. Questo è stato il regalo di buon anno agli italiani. Alcuni governanti dell’occidente non hanno ancora capito il dramma che si sta verificando. Berlusconi e Tremonti, ad esempio, cercano di tappare i buchi come meglio possono.

SOCIAL CARD
La parola Social Card tradotta in italiano suona davvero male: ‘tessera sociale’ e sa di umiliazione, discriminazione, com’era in passato quella tessera di povertà concessa agli indigenti, ai disoccupati, alle fasce più deboli della società.
Tremonti (come un abile prestigiatore) l’ha tirata fuori dal suo cilindro, per donarla a quel milione di pensionati italiani che hanno un reddito inferiore a €6000, convincendo gli italiani che questo può essere considerato un ‘serio’ rimedio anticrisi. Ad ogni pensionato verrà fatta l’elemosina di una cifra di €40 mensili su card ricaricata direttamente dallo Stato: un euro e 33 centesimi al giorno.

BEFFA DI STATO
In Sicilia la stragrande maggioranza dei pensionati (che pensavano di fare la spesa di Natale con la Social Card) è rimasta beffata. A molti di loro, dopo avere fatto la spesa, la cassiera del supermercato ha detto:’Mio caro signore, mi spiace ma la sua card è vuota’. Oltre al danno anche la beffa.
Truffaldina carità dei ricchi: sono quelli che non pagano mai, che inventano la tessera per i poveri ed hanno pure la faccia tosta di sentirsi dei benefattori dell’umanità.
Ribelliamoci a questi vecchi modelli di arroganza, all’iniquità del potere, scendiamo in piazza per una giusta protesta e costringiamo i potenti a spostare la ricchezza dalle tasche dei responsabili della crisi (speculatori, banchieri e politici corrotti) alle tasche degli onesti cittadini.

Purtroppo la realtà ci mostra innegabili contraddizioni, differenze culturali, dislivelli economici e sociali. Nell’Italia del XX1 secolo emerge chiaramente che ci stiamo impoverendo sempre di più (specialmente al Sud e in Sicilia). Abbiamo perso la ‘sfida degli anni 80’ ma, in particolar modo, l’hanno persa le istituzioni che hanno permesso l’esistenza di ‘caste privilegiate’.

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