Sara Acireale - ELUANA ENGLARO: 17 ANNI DI CALVARIO

Sara Acireale

ELUANA ENGLARO: 17 ANNI DI CALVARIO

{ 10:26, 31/03/2009 } { 2 commenti } { Link }
L'immagine “http://tbn2.google.com/images?q=tbn:RPemQ1Z0Dhi72M:http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2009/02/eluana-englaro.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

I riflettori si sono finalmente spenti e Eluana Englaro riposa in pace, ma la sua vicenda sta continuando a condizionare il confronto politico e particolarmente l'esame del provvedimento sul testamento biologico. Vogliono cancellare il "diritto di scelta" per tutti i cittadini. Sul testamento biologico è stato votato un testo massimalista. Non c'è stato nessun "punto d'incontro" con gli altri soggetti politici. E' questo il "partito della libertà"? Si sono posti seri limiti alla libertà di cura dei cittadini. Si parla di coscienza ma la libertà di coscienza non può essere invocata a senso unico.
Essere "liberi" non significa essere felici, a volte la scelta è molto dolorosa ma la libertà di pensiero consiste in questo: scegliere, soffrire, vivere o morire  senza che il governo o la Chiesa entrino nel letto dei pazienti. A questo bisogna mettere un argine. Stiamo vivendo una regressione culturale impressionante che è all'origne della nebbia che ci avvolge. Esiste un'informazione devastante che ha le sue origini in questa regressine culturale.
Bisogna riflettere. Beppino Englaro ha fatto pensare molti cittadini, così come aveva fatto Piergiorgio Welby.

La maggioranza ha posto la questione cominciando dall'articolo 1 del disegno di legge, dove si dice: "La Repubblica riconosce il diritto alla vita inviolabile e indispensabile". Non nego che questo discorso sia giusto, ma la disponibilità della propria vita spetta al singolo individuo. La rivoluzione del consenso informato, il ribaltamento della relazione del medico col paziente, l'attribuzione della persona di decidere liberamente della propria vita. Vogliamo negare tutto questo?
Beppino Englaro ha intrapreso una dura battaglia durata 17 anni, io lo ritengo un eroe civile perché non ha preferito nascondersi nella clandestinità. Penso che debba essere un esempio per tutti. Molte menzogne sono state dette in tv tra le quali:
1) Una falsità è dire che l' alimentazione artificiale è una terapia: non lo è.
2) Hanno detto che Beppino Englaro avrebbe richiesto la sospensione della terapia perchè sconvolto dal dolore. Non è vero. Lui afferma che: "Eluana era una ragazza che amava la libertà, diceva sempre che non avrebbe voluto vivere una vita che non è vita. Sono suo padre e voglio rispettare la sua volontà".

E' giusto e sacrosanto rispettare la volontà di una persona, in questo caso di Eluana e suo padre lo ha fatto. La Chiesa cattolica parla di misericordia e, nel contempo, taccia Beppino Englaro di assassinio. Usiamo misericordia verso questo padre che ha sofferto e lottato per 17 anni per porre fine a una tragedia senza speranza.
Desidero terminare questo articolo con le parole pronunciate al sinodo del 1998 della chiesa valdese:" Il medico che si rende disponibile all'eutanasia attiva o passiva al fine di porre fine alle sofferenze e esaudire le richieste del paziente non viola alcuna legge divina, ma compie un gesto umano di profondo rispetto".



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SI

{ 19:20, 31/03/2009 } { Inviato da 8 }
Si è così!
Le cose stanno proprio così.
Il paragone si può fare col fascismo forse, dove era vietato suicidarsi!!!



Fronti contrapposti di fanatici

{ 02:20, 3/04/2009 } { Inviato da maxmex }
D'accordo su tutto, tranne che su un punto, che è stato quello che ha condotto Eluana alla morte e, di conseguenza, alla liberazione da un trattamento durato 17 anni. Il punto è che di una volontà ricostruita con l'aiuto principalmente di suo padre si è voluto fare, da parte di uno schieramento politico (quello laicista capeggiato dai radicali) una bandiera politica. Dall'altra parte si sono aggregati ideologicamente, invece, i sedicenti difensori della vita con a capo il Vaticano ed il Governo Berlusconi, i quali, se non sono riusciti (grazie al presidente Napolitano) a stravolgere le istituzioni pur di mantenere Eluana in bilico, hanno avuto la loro rivincita con il provvedimento sul testamento biologico.
La verità è che se la libertà non è di per sé felicità, quest'ultima è impossibile in catene e catene sono quelle che ci vogliono mettere i potenti e tra questi ci metto anche i preti pagati con i soldi pubblici ed i giudici che ricostruiscono le volontà di chi non può esprimere volontà da 17 anni perché forse mancano pure i presupposti affinché volontà ci sia. Di certo Beppino Englaro è un eroe civile, avendo posto socraticamente la questione, "così come aveva fatto Piergiorgio Welby", ma mentre Socrate e Welby parlavano del loro destino, papà Englaro si è occupato di quello di sua figlia, che per quanto egli amasse, sempre un'altra persona era rispetto a sé. L'ultima parola non deve di certo essere quella di chi ci ama, in un quadro in cui il principio che vogliamo affermare è che sia la persona stessa a "decidere liberamente della propria vita".

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