Sara Acireale | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
INCIDENTI SUL LAVORO: CATASTROFE SENZA FINEUNA VITA RUBATA
Tua moglie piange tuo figlio si dispera. Il congegno in fabbrica non ha più funzionato e la vita ti ha rubato. Giorno di lutto Il sindaco ha proclamato, ti hanno fatto i funerali di stato. Medaglie, applausi, strette di mano tua moglie a tutti ha dato la mano. Abbiamo leggi sulla sicurezza, ma tu hai perso la vita questa è una certezza. Guadagnavi 800€ al mese eri un uomo senza pretese. Adesso ti hanno fatto un gran funerale, se tu da lassù vedi capisci che… non è mica male Ormai i morti sul luogo di lavoro non si contano più. Si calcola che ogni tre minuti una persona muore a causa di incidente sul posto di lavoro.Oggi esistono leggi precise che si propongono di prevenire gli infortuni, ma nonostante ciò le catastrofi continuano a verificarsi. Nella nostra civiltà industriale il numero degli infortuni è molto alto (addirittura è raddoppiato rispetto ad altre epoche storiche) e ciò che fa più paura è l'aumento dell'indice di mortalità a causa di infortuni. Bisogna dare un’adeguata preparazione all’operaio poiché se conosce la legislazione che si occupa di sicurezza sui posti di lavoro sicuramente sarà più attento e sarà avvantaggiato da tale conoscenza. Dal 1994 l’Italia ha accolto e trasformato in decreto attuativo le direttive europee riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sui luoghi di lavoro. La legge 626/94 regola la questione della prevenzione e protezione dei rischi nei posti di lavoro. Perché allora si continua a morire e le stragi ormai non si contano più? Bisogna dire che gli infortuni sul lavoro sono di origine antica, nacquero insieme al lavoro stesso. L'integrità dei lavoratori si può salvaguardare in diversi modi. Bisogna eliminare le cause che possono provocare incidenti, che non sono soltanto materiali ma a volte anche psicologiche come la disattenzione, la scarsa concentrazione, l'ignoranza ecc. Si registra un più alto numero di incidenti mortali nel settore dell'edilizia, dell'industria metalmeccanica, chimica e mineraria. Recentemente è stata messa in evidenza l'importanza del fattore umano nella prevenzione degli incidenti. Si cerca di dare al lavoratore una condizione di lavoro che non lo porti a fatiche eccessive che sono causa di distrazioni, ma tuteli anche la soggettività e la psicologia dell'individuo. Purtroppo molti operai, per sbarcare il lunario, lavorano in nero in condizioni precarie e senza la minima tutela. Sembra che si instauri un tacito accordo tra imprenditore e lavoratore e molti individui (invece di pretendere igiene e sicurezza) lavorano, specialmente nel campo edile, senza un buon sistema di impalcature, con attrezzi vecchi e fuori uso e addirittura senza casco. C'è un vecchio adagio che dice:" O ti mangi questa minestra o ti butti dalla finestra". Il fatto è che a denunciare i soprusi si è in pochi, addirittura a volte è un singolo individuo che viene isolato dagli stessi compagni di lavoro. Bisogna acquisire una coscienza civile e capire che se si è in tanti a volere l'attuazione della legge e delle misure preventive di tutela si può vincere una sacrosanta battaglia per la vita e la dignità umana. Siamo nel 2008 ed è inconcepibile che degli operai devono perdere la vita perché possono cadere da un’impalcatura poco resistente oppure per un errato impiego dei macchinari. Tutti i lavoratori dovrebbero avere un loro rappresentante che si interessi di fare indossare il casco ai compagni, del buon funzionamento dei macchinari, ecc. Spero che si faccia un cammino di civiltà in questo senso e che l’attuale governo vari delle misure punitive per gli imprenditori che non osservano e non fanno osservare le norme di sicurezza, in modo che questa strage umana possa finire. { Invia un commento } { Last Page } { Page 12 of 28 } { Next Page } |
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