Sara Acireale | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
SCIENZA, BIOLOGIA, ETICA
{ 09:15, 30/09/2008 }
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Scienza e tecnica possono sovrapporsi agli atteggiamenti e
comportamenti culturali dell’uomo, magari mettendo in crisi lo stesso
concetto di bene e male, moralità e immoralità o sollevare problemi
etici in passato ignoti. L’inseminazione artificiale, le biotecnologie, costituiscono
motivo di riflessione e di dubbio, di interrogativi ed anche di paure.
Mentre la medicina degli albori proponeva salassi per purificare il
sangue, oggi si progettano iniezioni di geni quando la macchina umana
non funziona come dovrebbe. Una bella rivoluzione davvero! Siamo
agli inizi del secolo XXI e molto è cambiato nel campo scientifico.
L’umanità vive una stagione nuova nel campo del progresso scientifico.
Con l’ingegneria genetica possiamo modificare la persona, con trapianti
e protesi mossi da microcircuiti elettronici lavoriamo per una
manipolazione decisiva del suo corpo. Si può addirittura lavorare sul
cervello, dov’è depositata l’individualità psichica della persona. Si
certo, si agisce sul cervello per ristabilire una normalità. Però e pur
sempre qualcosa che cambia le carte in tavola. Biologia molecolare,
microelettronica e chimica servono oggi per
l’uomo manipolato. Forse stiamo camminando su di una fune ma se
qualcuno dovesse chiederci se ce la faremo, la cosa più ragionevole è
rispondere che siamo stati capaci di arrivare fino al “futuro”.
Dobbiamo fermarci? Tornare indietro è impossibile. Se la paura del
nuovo avesse fermato i nostri antenati mentre mettevano il naso fuori
della grotta, oggi saremmo ancora immersi nella notte profonda. Bisogna
pur dire che dopo la bomba atomica e arrivata la “bomba genetica”, più
silenziosa, meno appariscente ma non meno carica di incognite e di
pericoli. L’albero della conoscenza e quello della vita non crescono
più in terreni separati, ma intrecciano radici tra di loro. La medicina
moderna non si arresta davanti a nulla, abbatte uno dopo l’altro il
nostro universo morale. Dove passa il confine tra ciò che è bene e ciò che è male? Che cos’è la vita? Quando
comincia e quando finisce? L’embrione è già un essere umano? Qual è
oggi il significato di paternità e maternità? Oggi si può procreare
senza avere rapporti sessuali, nelle provette si incontrano i gameti.
Si può partorire per procura, senza essere madri del nascituro. Tutto
questo affascina e atterrisce. C’è chi invoca una legge moderna per i
trapianti, chi si commuove per la fertilizzazione in vitro e chi invece
ha sogni di scenari apocalittici, immaginando “supermercati della
scienza” dove sarà possibile clonare individui. Qual’è
il limite che può essere raggiunto mediante le tecniche di combinazione
del patrimonio genetico? Ancora a questo domanda non può essere data
risposta. E’ una prospettiva che appartiene al futuro, ma (secondo il
mio parere) ad un futuro abbastanza prossimo. Si
potranno un giorno produrre individui superdotati adibiti ai posti di
comando e altri individui mediocri e passivi, in modo da avere
disponibile “materiale umano” per il lavoro subordinato? Oggi la
scienza provoca nuove paure e sconvolgenti problemi morali quando in
nome della libertà di ricerca offre all'uomo manipolazioni profonde
della vita, sino alle ipotesi estreme della creazione di individui
superiori e inferiori. Il mondo scientifico è spesso al servizio di
clienti potenti (governi e grandi magnati dell' industria) che valutano
la ricerca soltanto in termini economici, senza preoccupazioni per le
sorti degli ecosistemi e della biosfera. E' inevitabile che le nuove
tecniche,accrescendo le possibilità positive, possono accrescere anche
quelle negative. Penso
che le stesse potenzialità dei laboratori possono essere indirizzate
verso forme di sviluppo in armonia con le leggi della natura. La
benzina senza piombo è frutto della ricerca, come pure i detersivi che
non inquinano. Grazie a nuove tecnologie rifiuti solidi e liquidi si
possono trasformare in energia. La speranza di una migliore qualità
della vita non è più un sogno impossibile e romantico, però bisogna che
gli scienziati evitino l'asservimento del sapere a interessi distorti che minacciano la salute degli uomini e del pianeta. Da
una cultura fondamentalmente pessimista (a volte intrisa di
catastrofismo) si deve passare a una cultura progettuale capace di
premere sul mondo politico ed economico col disegno rivoluzionario di
una umanità che va verso il futuro senza intossicarsi e avvelenarsi
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