LETTERA APERTA AL MINISTRO TREMONTI


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IL MIO BLOG CAMBIA INDIRIZZO.

IL NUOVO INDIRIZZO E’ IL SEGUENTE:

http://saraacireale.blogspot.com


LETTERA APERTA DEL SEGRETARIO DELL’ UAAR CARCANO AL MINISTRO TREMONTI

Al Ministro dell’Economia e delle Finanze

On. Giulio Tremonti

via XX settembre 97

00187 Roma

Roma, 11 marzo 2010

Oggetto: destinazione del gettito di competenza statale dell’Otto per Mille IRPEF

Gentile Sig. ministro,

come ogni anno, nelle prossime settimane i contribuenti italiani saranno chiamati a indicare come destinare l’Otto per Mille del gettito Irpef. Tra le opzioni a loro disposizione ci sarà anche quella in favore dello Stato: fondi, come recita la legge 222/1985, che lo Stato è poi tenuto a impiegare «per interventi straordinari per fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati, conservazione di beni culturali».

Negli anni passati circa un milione e mezzo di cittadini hanno scelto lo Stato: sono in gran parte non credenti che preferiscono che il loro gettito fiscale non sia destinato a finanziare confessioni religiose. I contribuenti non credenti sono i paria dell’Otto per Mille: l’unica scelta non confessionale, per l’appunto lo Stato, si è rivelata spesso deludente, perché è a sua volta servita a finanziare confessioni religiose.

È dunque agevole constatare l’esistenza di una disparità di trattamento nei confronti di una parte cospicua della popolazione (circa il 15-17%, secondo i sondaggi): diversi milioni di cittadini che non solo non credono in Dio, ma ormai non credono nemmeno più che l’Italia abbia uno Stato che faccia proprio il supremo principio costituzionale della laicità, tante sono le discriminazioni che devono quotidianamente subire. Tanti di essi, e da tanto tempo ormai, respingono in toto il meccanismo di ripartizione dell’Otto per Mille. Una posizione che finisce per colpire proprio chi li discrimina: lo Stato stesso, destinatario di un numero di scelte molto inferiore al suo potenziale.

È per questo motivo che l’UAAR, l’associazione di promozione sociale che ha come scopo sociale primario la tutela dei diritti civili degli atei e degli agnostici, le scrive per invitarla a rivedere la politica del governo in tema di utilizzo dell’Otto per Mille di competenza statale. Non c’è bisogno di leggi ad hoc: è sufficiente applicare quella esistente, evitando che tali fondi siano accantonati per esigenze di bilancio o siano destinati (direttamente o indirettamente) a realtà riconducibili alle confessioni religiose, e destinandoli invece a fronteggiare le calamità naturali che tanto frequentemente colpiscono (e purtroppo continueranno a colpire) il nostro paese.

Già lo scorso anno le chiedemmo di destinare i fondi di competenza statale alle popolazioni colpite dal terremoto in Abruzzo. Quanto stiamo vedendo in questi giorni (i ritardi nella ricostruzione, la comprensibile rabbia dei cittadini di quelle zone) mostra come la nostra proposta andasse nella giusta direzione: ci sono connazionali in enorme difficoltà, c’è una vera e propria emergenza, e c’è l’esigenza morale di intervenire subito e adeguatamente per migliorare le loro condizioni di vita. È pertanto indispensabile, a nostro avviso, destinare presto l’Otto per Mille a gestione statale alla ricostruzione con criteri antisismici di ospedali, asili nido, scuole, biblioteche, università della regione abruzzese: non luoghi di culto, per i quali c’è già l’Otto per Mille delle Chiese. Il governo ha già ora la possibilità di spostare fondi cospicui (almeno cento milioni di euro) su interventi concreti: sarebbe delittuoso sprecarla. Anche perché occorre veramente poco per concretizzarla.

In tale occasione ci permettiamo però di inviarle un consiglio che implica un impegno maggiore. Una vera e propria discontinuità con il passato: che cioè lo Stato, per la prima volta dall’esistenza del meccanismo dell’Otto per Mille, chieda ai cittadini di sceglierlo, lanciando una vera e propria campagna pubblicitaria a proprio favore. Il governo potrebbe infatti informare i cittadini della sua intenzione di destinare la propria quota di Otto per Mille all’Abruzzo. Sapendo di contribuire alla ricostruzione di una regione martoriata dal terremoto, molti contribuenti sceglieranno di firmare per lo Stato. In tal modo si attiverebbe tra l’altro una leva economica veramente consistente.

Anche quando non sono molte, l’utilizzo razionale delle risorse a disposizione può effettiva-mente consentire di creare una società migliore. Auspichiamo che sia lei, sia il governo di cui fa parte vi rendiate conto che è una strada realmente percorribile.

Cordiali saluti

Raffaele Carcano

n.b chiedo scusa ai lettori del mio blog, ma per un problema tecnico per il momento non si possono inserire commenti

Le notizie sono allarmanti: il pianeta terra va in rovina, le piogge diventano sempre più acide, il buco nell’ozono si allarga sempre di più. L’inquinamento dei fiumi, dei laghi e del mare è diventata una cosa ‘normale’ nel mondo e anche nella nostra Italia. Gli abitanti del mare stanno scomparendo, continuando di questo passo i nostri nipoti vedranno i pesci solo nei documentari storici.
Il pianeta terra è veramente in pericolo? Il progresso ci ha reso la vita più comoda. Ma a quale prezzo?
Assistiamo impotenti a un ‘inquinamento da progresso’.
Che cosa si è costretti a fare in ossequio al Dio MAMMONA! Qualcosa nel nostro essere sussulta quando scopriamo che i simpatici e tenerissimi pinguini del Polo Sud sono intossicati dal D.D.T e da altri insetticidi, che le farfalle inglesi da bianche diventano nere a causa dello smog, che dopo esplosioni
nucleari il latte delle mucche diventa radioattivo.
Abbiamo assistito qualche anno fa al fenomeno della ‘mucca pazza’. Io mi domando: – E’ pazza la mucca o gli uomini che la fanno impazzire? –
E che dire di tutti i morti per cancro nella nostra bellissima isola? Di tutti i lavoratori di Gela, Augusta, Priolo ecc. che sono morti e altri che stanno  morendo di tumore perché lavorano in fabbriche altamente nocive e inquinanti? E’ questo il prezzo che bisogna pagare per garantire una casa e gli alimenti ai propri famigliari?
Non è una vergogna che In Sicilia (dove il turismo dovrebbe essere più sviluppato) molti bambini  stanno nascendo a Gela e a Priolo con gravi malformazioni? Non è una vergogna che in Campania e a Napoli (la bellissima e canora Napoli) si sono accumulate montagne di spazzatura? Cosa fanno i politici locali? Naturalmente pensano soltanto a se stessi e alla loro famiglia, si arrichiscono a più non posso sulle spalle della povera gente.
ATTENZIONE , c’è un detto: Chi di spada ferisce, di spada perisce. Anche voi gestori della cosa pubblica potete ammalarvi di tumore, l’aria quando è infetta lo è per tutti. Perchè allora non cercate di diventare più ‘intelligenti’, pensare al bene dei cittadini e capire che rispettare l’ambiente è una prospettiva migliore dell’arricchimento personale?
Sarebbe bello potere nuotare in un mare limpido, fare un picnic in riva a un fiume e guardare gli alberi riflessi nell’acqua, senza ansia, senza paura di inquinamento atmosferico.

 

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ITALIANI ‘BRAVA GENTE’ E SPROLOQUI LEGHISTI

L

L’uomo ha formato un tipo di società in cui emergono pregiudizi e egoismo, soprattutto nei rapporti con l’altro, con il  ‘diverso’. Si può notare come l’uomo è pieno di contaddizioni. All’interno di una stessa nazione (ad esempio l’Italia) e in determinate occasioni, l’essere umano è capaci di grandi slanci di generosità. Come si è potuto constatare nel recente terremoto in Abruzzo, molti volontari hanno dato il loro contributo. Nel ‘contempo c’è l’altra faccia della medaglia: si diventa intolleranti e razzisti verso i poveri immigrati che scappano da situazioni penose.
Fino a qualche anno fa ci consideravamo ‘brava gente’ e immuni dall’intolleranza razzista. Si diceva che gli italiani non sono razzisti. In realtà tutti i popoli sono potenzialmente razzisti. In Italia non appena si sono moltiplicati gli sbarchi dei disperati, gli episodi di intolleranza si sono accentuati.
Per neutralizzare il razzismo, bisogna comprenderlo e fare delle considerazioni:

a) Il razzismo ha origini ancestrali. L’uomo (come altri mammiferi) difendeva il proprio territorio e non tollerava estranei. Oggi le condizioni di vita sono cambiate, ma questo istinto sopravvive.

b) Il razzismo ha componenti psicologiche che vanno dalla struttura della personalità al ‘bisogno’ di scaricare sui più deboli i propri insuccessi e le proprie frustrazioni.

c) In questo contesto assume molta importanza l’educazione e la cultura.

La paura del ‘diverso’, il timore dell’ignoto possono essere ingigantiti praticando una politica di chiusura e difesa della famiglia. Si tende a non condividere con altri i ‘valori’ della patria e della famiglia.
Bisogna fare in modo che gli immigrati non diventino una realtà culturalmente contrapposta alla società italiana.
Purtroppo stiamo assistendo a dei rigurgiti razzisti.

L’ultima sparata dei leghisti concerne la ‘necessità’ che sui tram milanesi vengano riservati i posti per i residenti. Si sono sentite parole di dissenso per questa proposta. Quasi tutti hanno espresso parere contrario. Qualcuno ha perfino parlato di razzismo. Nessuno però si è indignato veramente, nessuno ha detto chiaro e tondo ai leghisti che stanno esagerando.
Loro  hanno conseguito il primo obiettivo: lanciare il sasso. Si continuerà a parlare di questa proposta fino a quando diventerà ‘normale’, qualche sindaco leghista applicherà questa norma e infine sarà lo stesso governo.
E’ staro sempre così: per le ronde dei cittadini, per i rimpatri degli immigrati, fino alla legge sul reato di clandestinità. Bisogna rispondere per le rime ai padani. Non si può essere tolleranti con gli intolleranti, senza cadere nella trappola e diventare loro complici.

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S.O.S LA TERRA CHIEDE AIUTO

L

L’uomo ha distrutto tutto,
i fiumi, i laghi, il mare:
Un S.O.S manda la terra,
vuole essere salvata
ma c’è l’effetto serra.
La natura
a poco a poco muore,
si seccano i ruscelli,
non cantano gli uccelli.
Non sbocciano le rose,
non volano farfalle.
Lo smog rovina l’aria,
l’industria tutto inquina.
Anche il sole è malato,
c’è il buco nell’ozono.
Tutto si secca e muore.
Nelle spagge c’è il catrame,
si sciolgono i ghiacciai.
L’umanità si trova
in un mare di guai.
Potenti della terra
io mi rivolgo a voi
se l’umanità perisce,
perirete anche voi.


IL 22 aprile 2009 è stata proclamata  LA GIORNATA MONDIALE DELLA TERRA. Nel G8 di Siracusa al centro del summit si sono discussi i problemi della terra e dell’ambiente.
In questo inizio del XXI secolo, penso che se potessero  farlo,le creature marine e terrestri lancerebbero uno straziante S.O.S per essere salvate.
Le creature marine sono in pericolo: balene, delfini e tutti gli altri abitanti del mare, comprese le microcellule di plancton che costituiscono la base della catena alimentare oceanica. Si tratta di esseri la cui esistenza è fondamentale per l’ecosistema del pianeta e che rischiano di morire soffocati dalle nostre discariche.

Un altro allarmante S.O.S arriva dagli organismi vegetali minacciati a morte dalle piogge acide, dagli incendi, dai disboscamenti irresponsabili.
Le acque del pianeta danno segni sempre più evidenti dell’avvicinarsi di un tracollo dalle conseguenze micidiali. Il globo si va riscaldando sempre di più con enormi riduzioni della consistenza di fiumi e laghi e con gravissime conseguenze per l’agricoltura.
Anche in Italia stiamo assistendo alle fasi del temuto ‘effetto serra’. Trattasi della minore dispersione nello spazio del calore solare da parte dell’ntero nostro pianeta a causa dell’aumento dell’anidride carbonica nell’aria dovuto  all’uso umano dei combustibili fossili. Si pensi che soltanto l’aumento di qualche grado della temperatura media sulla terra potrebbe portare alla fusione di buona parte dei ghiacci polari e al conseguente aumento del livello dei mari. La maggior parte delle città costiere sarebbe sommersa. Inoltre si potrebbero verificare catastrofici cambiamenti climatici.

Ai nostri occhi si impone con insistenza l’immagine di una natura sfruttata e depauperata dall’uomo. Oltre al fenomeno dell’effetto serra va aggiunto che l’atmosfera terrestre sta subendo un altro terribile disastro: lo scarico nell’aria di notevoli quantità di fluocarbonici (fluidi impiegati nelle bombolette spray e in gran numero di attività industriali) sta perturbando lo strato di ozono che avvolge l’atmosfera, assorbe la radiazione ultravioletta del sole e protegge la vita sul nostro pianeta.

Occorre subito prendere misure drastiche e non attendere oltre. La natura che finora ha riciclato sempre tutto, non sarà più in grado di rimarginare le ferite subite. Il suo S.O.S non può restare inascoltato da tutti noi, sia dai semplici cittadini e (a maggiore ragione) dagli uomini che hanno in mano il destino del mondo.
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25 APRILE LAPIDE AD IGNOMINIA di Calamandrei

In occasione del 25 Aprile, proponiamo a tutti i siti e blogs di ispirazione democratica ed antifascista di far apparire nella propria pagina di apertura le parole dettate da Pietro Calamandrei in risposta alle affermazioni di Kesselring che, nel 1952, da poco graziato per ”gravi condizioni di salute” dalla condanna (a morte, poi commutata in carcere a vita), e da poco rientrato nella sua Baviera, venendovi da molti accolto come un eroe, una volta al sicuro ebbe a dire di non aver nulla da rimproverarsi, e che anzi gli italiani avrebbero dovuto essergli tanto grati da dovergli erigere un monumento. 

Queste parole furono incise su una lapide scoperta il 4 Dicembre 1952, in occasione degli otto anni dallo assassinio di Duccio Galimberti.

Nell’ Italia di oggi sorgono organizzazioni dichiaratamente fasciste, una ventata razzista e xenofoba percorre il Paese, e le pubbliche vie sono aperte a manifestazioni che apertamente proclamano parole d’ordine inneggianti al nazismo, all’odio razziale, alla sopraffazione ed alla violenza nei confronti di ogni forma di diversità.

Tali sono i modi esprimersi di gruppi di deficienti e disadattati; ma questi trovano legittimazione sempre più evidente negli atteggiamenti culturali di larga parte della maggioranza di governo e nell’ opera di ”revisione a-storica” di molti intellettuali, tendente a derubricare l’antifascismo e la Resistenza da lotta e guerra per la liberazione e la democrazia a ”guerra civile” di italiani contro italiani, e perciò stesso da  condannare. E trovano legittimazione politica nelle affermazioni di chi ormai si considera ”capo del governo” sciolto dalle leggi e dalle norme costituzionali, proclamando apertamente l’intenzione di revisionare la Costituzione in nome della concentrazione di ogni potere nelle mani dell’Esecutivo, e dichiarandone il superamento in virtù del fatto che essa sia stata figlia di uno schieramento comprendente anche i comunisti.

La Resistenza di 65 anni fa ha portato alla Repubblica ed alla Costituzione che da poco ha superato i 60 anni, affermando principii ispiratori della convivenza civile validi ancora oggi, per quanto non compiutamente realizzati.

La resistenza di oggi deve mirare a salvare i principii di quella Costituzione che oggi si vuol mettere in discussione; deve mirare a difendere le libertà ed i diritti degli individui e dei cittadini da concezioni autoritarie che impongono o negano scelte di inizio e fine vita, che impongono un’informazione unilaterale e di comodo, che negano il diritto alla partecipazione politica ed alla rappresentatività delle Assemblee elettive, che ostacolano la mobilità della nostra società e ne deprimono l’apertura, che promuovono il privilegio e condannano il merito, che sostituiscono la furbizia al lavoro.

Gli italiani di oggi non devono dimenticare, e devono ricordare cosa costò al Paese la lotta contro la dittatura ed il raggiungere la democrazia: imperfetta come tutte le cose umane, ma non sostituibile con alcuna altra concezione della convivenza civile, politica e sociale. Il rispetto per i caduti dell’una e dell’altra parte non deve confondersi con il considerare equivalenti chi  ha lottato per la libertà e la dignità del Paese, e chi ha combattuto dall’altra parte; chi ha imposto e firmato le leggi razziali, e chi a seguito di queste è stato privato dei diritti di cittadinanza, dei beni, della vita.

E gli italiani di oggi devono tener presente come le dimenticanze e la perdita della memoria storica siano una delle premesse dell’involuzione antidemocratica del Paese: la lotta di allora e le battaglie politiche di oggi sono unite da un filo di continuità che non si può e non si deve spezzare.

 Internet è oggi l’unico spazio disponibile alla libera circolazione di idee ed opinioni. Come i samizdat nell’Unione Sovietica degli anni ’60 del secolo scorso furono gli unici canali d’informazione praticabili per chi intendesse esprimere posizioni diverse da quelle ufficiali, oggi la ”rete” è l’unico spazio libero ed a disposizione per l’informazione passiva ed attiva di tutti, e può costituire un potente veicolo di informazione alternativa.

Proponiamo pertanto che, nel corso delle giornate del 23 e 24 Aprile, appaiano su tutti i siti ed i blogs convinti della necessità di salvare la fragile democrazia italiana, e vengano inviate via e-mail ad amici conoscenti le parole di Pietro Calamandrei:

 

LAPIDE AD IGNOMINIA

Lo avrai
                        camerata Kesselring

il monumento che pretendi da noi italiani
                          ma con che pietra si costruirà
                         a deciderlo tocca a noi.
                         Non coi sassi affumicati
                      dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio
                         non colla terra dei cimiteri
                       dove i nostri compagni giovinetti
                        riposano in serenità
                    non colla neve inviolata delle montagne
                       che per due inverni ti sfidarono
                      non colla primavera di queste valli
                        che ti videro fuggire.
                       Ma soltanto col silenzio del torturati
                       Più duro d’ogni macigno
                       soltanto con la roccia di questo patto
                       giurato fra uomini liberi
                      che volontari si adunarono
                      per dignità e non per odio
                      decisi a riscattare
                       la vergogna e il terrore del mondo.

Su queste strade se vorrai tornare
                          ai nostri posti ci ritroverai
                         morti e vivi collo stesso impegno
                         popolo serrato intorno al monumento
                       che si chiama
                       ora e sempre
                        RESISTENZA

(da Gim Cassano – Spazio Lib-Lab)

Ho pubblicato questa poesia perché sono convinta che i valori della resistenza e della libertà non devono andare perduti. I morti NON SONO TUTTI UGUALI perchè chi muore per un ideale non deve essere paragonato a chi combatte per una causa sbagliata.

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ELUANA ENGLARO: 17 ANNI DI CALVARIO

L

I riflettori si sono finalmente spenti e Eluana Englaro riposa in pace, ma la sua vicenda sta continuando a condizionare il confronto politico e particolarmente l’esame del provvedimento sul testamento biologico. Vogliono cancellare il ‘diritto di scelta’ per tutti i cittadini. Sul testamento biologico è stato votato un testo massimalista. Non c’è stato nessun ‘punto d’incontro’ con gli altri soggetti politici. E’ questo il ‘partito della libertà’? Si sono posti seri limiti alla libertà di cura dei cittadini. Si parla di coscienza ma la libertà di coscienza non può essere invocata a senso unico.
Essere ‘liberi’ non significa essere felici, a volte la scelta è molto dolorosa ma la libertà di pensiero consiste in questo: scegliere, soffrire, vivere o morire  senza che il governo o la Chiesa entrino nel letto dei pazienti. A questo bisogna mettere un argine. Stiamo vivendo una regressione culturale impressionante che è all’origne della nebbia che ci avvolge. Esiste un’informazione devastante che ha le sue origini in questa regressine culturale.
Bisogna riflettere. Beppino Englaro ha fatto pensare molti cittadini, così come aveva fatto Piergiorgio Welby.

La maggioranza ha posto la questione cominciando dall’articolo 1 del disegno di legge, dove si dice: ‘La Repubblica riconosce il diritto alla vita inviolabile e indispensabile’. Non nego che questo discorso sia giusto, ma la disponibilità della propria vita spetta al singolo individuo. La rivoluzione del consenso informato, il ribaltamento della relazione del medico col paziente, l’attribuzione della persona di decidere liberamente della propria vita. Vogliamo negare tutto questo?
Beppino Englaro ha intrapreso una dura battaglia durata 17 anni, io lo ritengo un eroe civile perché non ha preferito nascondersi nella clandestinità. Penso che debba essere un esempio per tutti. Molte menzogne sono state dette in tv tra le quali:
1) Una falsità è dire che l’ alimentazione artificiale è una terapia: non lo è.
2) Hanno detto che Beppino Englaro avrebbe richiesto la sospensione della terapia perchè sconvolto dal dolore. Non è vero. Lui afferma che: ‘Eluana era una ragazza che amava la libertà, diceva sempre che non avrebbe voluto vivere una vita che non è vita. Sono suo padre e voglio rispettare la sua volontà’.

E’ giusto e sacrosanto rispettare la volontà di una persona, in questo caso di Eluana e suo padre lo ha fatto. La Chiesa cattolica parla di misericordia e, nel contempo, taccia Beppino Englaro di assassinio. Usiamo misericordia verso questo padre che ha sofferto e lottato per 17 anni per porre fine a una tragedia senza speranza.
Desidero terminare questo articolo con le parole pronunciate al sinodo del 1998 della chiesa valdese:’ Il medico che si rende disponibile all’eutanasia attiva o passiva al fine di porre fine alle sofferenze e esaudire le richieste del paziente non viola alcuna legge divina, ma compie un gesto umano di profondo rispetto’.

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VIOLENZA ALLE DONNE: UN TUNNEL INFINITO

TI HANNO VIOLENTATO
Flash folgoranti ti abbagliano
ricordi del passato
serpeggiano nella tua mente
Giorni senza respiro.
Il tuo cuore si ribella,
i tuoi occhi senza lacrime,
la tua bocca senza sorriso.
Cosa ti hanno fatto?
Erano in molti,
ti hanno violentato.
Sognavi un romantico amore,
qualcuno che ti donasse un fiore.
Invece il tuo sogno si è infranto,
 tu a lungo hai pianto.

Scrivo questo articolo in occasione dell’8 marzo 2009.Penso che questa volta non ci sia niente da festeggiare.Mi è venuto in mente di parlare di violenza sulle donne dopo avere ricevuto per mail un reportage esclusivo di ‘IO DONNA’ su quello che stanno subendo le congolesiin questa guerra (di cui nessuno parla) che dura 10 anni.Vengono sistematicamente stuprate, violentate, il loro corpo è martoriato. Il titolo del reportage è: ‘ CONGO, l’inferno nel nostro corpo’.

In Italia cosa succede? Sembra incredibile ma in questa nostra ‘italia civile’ si stanno verificando, (in questo ultimo periodo) dal Nord al Sud della penisola gravi episodi di strupri e di violenza ai danni di donne di qualsiasi età. Non passa giorno che non si sente parlare di ragazze violentate a Roma, Milano, Padova, Palermo ecc. Perché succede tutto questo? Il discorso è complesso. Secondo il mio parere ancora oggi molti uomini non hanno capito che la donna oltre a un corpo , ha anche un cuore e un cervello e prova delle sensazioni (forse superiori all’uomo). La pubblicità che ci propina la TV ci mostra un tipo di donna che in realtà non esiste. In molti spot la donna è presentata come ornamento per reclamizzare un’automobile,un profumo e perfino i cioccolatini. Che tristezza!

Le tappe attraverso cui le donne hanno affermato il loro ruolo nella società coprono un lungo arco di tempo e sono legate alla trasformazione che siè attuata nella società stessa. La rivoluzione industriale ha portato il principio dell’uguaglianza dal piano teorico al piano pratico e si sono potuti ottenere uguali diritti per uomini e donne. Anche se c’è stata la conquista dell’uguaglianza dei diritti, rimangono ancora delle differenze marcate sul piano del costume e della mentalità.
Esistono 2 tipi di violenza: fisica e psicologia. Secondo una ricerca americana, in Italia ancora oggipersiste una notevole disuguaglianza di trattamento sul piano sociale. Le donne italiane sono ancora troppo discriminate, soprattutto in famiglia.

La donna è cambiata, si è evoluta, ma ancora molti uomini sono rimasti ancorati al vecchio e comodo (per loro) stereotipo che l’uomo deve essere cnsiderato un poco superiore alla donna. Superiore in che cosa? Forse nell’aggressività e nella violenza? Secondi alcuni uomini (sicuramenti affetti da devianza) si può aproffittare del corpo femminile fino ad arrivare allo stupro. Non esistono pene severe per questo misfatto.

Bisognerebbe equiparare lo stupro ad un crimine contro l’umanità e il governo italiano dovrebbe emanare delle pene severissime contro gli stupratori, sia italiani che stranieri.
La Violenza è terribile, bisogna dire BASTA a questi soprusi e condannare il colpevole. Sono favorevole alla pena dell’ergastolo per lo stupratore perchè la vittima della violenza, non avrà più una vita normale e può essere soggetta a depressione e turbe psichiche.

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STRATEGIA DELLA PAURA: COME COMBATTERLA?

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P A U R A


La paura non fa ragionare,
l’insicurezza fa tremare.
Si ha paura dei vicini,
dei cinesi e dei magrebini.

Vivere diventa un peso,
tu non sei compreso.
Appassisce la ragione,
non esiste comprensione. 

Un povero ti tende la mano,
in tutta fretta ti allontani.
Non vuoi perdere la ‘normalità’
mostrando un pizzico di umanità.

Su da te c’è un bel tepore
ma c’è freddo nel tuo cuore.
Non ti fidi dello straniero,
del ‘diverso’, del forestiero.

Per una vita più sicura
metti al bando la paura.
Vuoi la gioia su ogni viso?
Fai a tutti un bel sorriso.

Oggi stiamo vivendo un momento storico di passaggio che può segnare la fine di un’epoca. Appare praticabile la strada del risparmio e del riciclo. Si deve immaginare cosa potere fare per mettere in uso e realizzare questa pratica. Da un po’ di tempo le istituzioni agitano lo spettro dell’emergenza sicurezza allo scopo di terrorrizzare quotidianamente le persone per distoglierle dai problemi reali.

La vera emergenza che dobbiamo combattere è quella prodotta dalla crisi economica, figlia di un sistema capitalistico sempre più spietato. Flessibilità e precarietà sono le parole con cui si scandisce lo sfruttamento quotidiano: contratti a tempo determinato, licenziamenti e ristrettezza del mercato del lavoro disegnano uno scenario di crisi aggravato dal caro vita. Ci vuole un capro espiatorio  per distrarre l’opinione pubblica: benvenuta allora la paura dello straniero, del diverso, dell’emarginato. Sono anni ormai che ci bombardano il cervello con messaggi di aperta ostilità nei confronti degli stranieri ritenuti responsabili di qualunque crimine. Si perseguitano i lavavetri, gli immigrati, i poveri.

Le nostre città si stanno trasformando in enormi gabbie videocontrollate dove tutti si guardano con sospetto, dove non è consentita una socialità libera, dove ogni individuo si ritira nel proprio guscio. Nel contempo la classe politica italiana se la spassa nei suoi privilegi e nella sua impunità, i poteri criminali sono sempre presenti e gli incidenti sul lavoro aumentano.

Attraversiamo una fase storica molto critica e occorre aprire gli occhi per smascherare le menzogne di chi detiene il potere. Penso che il sistema politico attuale è ancora più corrotto di quanto non era all’epoca di tangentopoli. Il popolo sovrano rimbambito dalla televisione, confuso, bombardato dalla disinformazione, non trova di meglio da fare che saltare dal centro-sinistra al centro-destra.

Tutti abbiamo il diritto di avere una vita degna di essere vissuta e l’unico modo per ottenerla è quello di lottare per ottenere spazi di libertà. Le lotte contro la devastazione ambientale, le rivendicazioni dei lavoratori, le moblitazioni antirazziste, la difesa dei servizi pubblici, ci dimostrano che è possibile ribellarsi efficacemente al dominio di chi ci vorrebbe tutti piegati e impauriti.

Non bisogna mai smettere di volere un mondo più giusto e più solidale dove la libertà e l’uguaglianza siano parole concrete. Per ottenere tutto questo è necessario che ognuno di noi si rimbocchi le maniche senza delegare ai politici la gestione della nostra vita, dei nostri sogni e delle nostre risorse.

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L’ITALIA DEI NUOVI POVERI

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La crisi che da alcuni anni attanaglia i paesi occidentali non si può più nascondere. Penso che nei prossimi mesi assisteremo a un calo notevole del livello di benessere delle popolazioni, col moltiplicarsi di licenziamenti, fallimenti, cadute del potere d’acquisto, aumento del degrado e della povertà. Il primo gennaio 2009 l’Italia si è risvegliata più povera. Questo è stato il regalo di buon anno agli italiani. Alcuni governanti dell’occidente non hanno ancora capito il dramma che si sta verificando. Berlusconi e Tremonti, ad esempio, cercano di tappare i buchi come meglio possono.

SOCIAL CARD
La parola Social Card tradotta in italiano suona davvero male: ‘tessera sociale’ e sa di umiliazione, discriminazione, com’era in passato quella tessera di povertà concessa agli indigenti, ai disoccupati, alle fasce più deboli della società.
Tremonti (come un abile prestigiatore) l’ha tirata fuori dal suo cilindro, per donarla a quel milione di pensionati italiani che hanno un reddito inferiore a €6000, convincendo gli italiani che questo può essere considerato un ‘serio’ rimedio anticrisi. Ad ogni pensionato verrà fatta l’elemosina di una cifra di €40 mensili su card ricaricata direttamente dallo Stato: un euro e 33 centesimi al giorno.

BEFFA DI STATO
In Sicilia la stragrande maggioranza dei pensionati (che pensavano di fare la spesa di Natale con la Social Card) è rimasta beffata. A molti di loro, dopo avere fatto la spesa, la cassiera del supermercato ha detto:’Mio caro signore, mi spiace ma la sua card è vuota’. Oltre al danno anche la beffa.
Truffaldina carità dei ricchi: sono quelli che non pagano mai, che inventano la tessera per i poveri ed hanno pure la faccia tosta di sentirsi dei benefattori dell’umanità.
Ribelliamoci a questi vecchi modelli di arroganza, all’iniquità del potere, scendiamo in piazza per una giusta protesta e costringiamo i potenti a spostare la ricchezza dalle tasche dei responsabili della crisi (speculatori, banchieri e politici corrotti) alle tasche degli onesti cittadini.

Purtroppo la realtà ci mostra innegabili contraddizioni, differenze culturali, dislivelli economici e sociali. Nell’Italia del XX1 secolo emerge chiaramente che ci stiamo impoverendo sempre di più (specialmente al Sud e in Sicilia). Abbiamo perso la ‘sfida degli anni 80’ ma, in particolar modo, l’hanno persa le istituzioni che hanno permesso l’esistenza di ‘caste privilegiate’.

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